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(Non tutto è perduto!)
Riparare i dischi
Per tutti,
prima o poi, arriva il momento che fa tremare le vene ai
polsi.
Inseriamo il CD o il DVD e il driver si mette a
bofonchiare, per poi sputare il disco col
messaggio"Disco illeggibile".
Che fare?
Due sono i
nemici principali di un disco ottico: lo sporco e i
graffi!
Se
per il primo è facile risolvere il problema, per il
secondo, molto spesso, ci si trova di fronte a un guaio
apparentemente insuperabile.
Se
per un disco musicale il contrattempo può essere
rappresentato da un salto nella riproduzione, per un
supporto dati il problema può divenire,qualche volta,
insuperabile.
Vediamo
come cercare di risolvere il problema utilizzando metodi
"casalinghi" (e prodotti facilmente reperibili) per
risolvere il problema.
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Prima
di iniziare. |
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Premessa
iniziale, prima di ogni operazione: il supporto va
accuratamente pulito e sgrassato con un sapone da cucina
(evitate di utilizzare l'alcol in quanto spesso
contiene, come denaturante, alcol metilico: un solvente
del policarbonato). Il disco va poi risciacquato in
acqua fredda e asciugato con uno straccio che non lasci
pelucchi (l'ideale è la carta da rotolo di cucina).
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Lossido
di cerio è una polvere di un intenso colore
rosso, utilizzata nell'industria del vetro come
lucidante. È possibile comprarne una piccola
quantità presso i vetrai specializzati, al costo
di pochi centesimi. Realizzate una sospensione
acquosa in proporzione del 5%. Qualche goccia
della sospensione, sparsa sulla superficie del
disco, va poi strofinata con molta cautela con
uno straccio morbido. Evitate di insistere:
l'ossido si scalderebbe, perdendo la sua
funzione abrasiva. Controllate che vi venga data
polvere di granatura 0 o 00, vale a dire quella
più sottile. Insistete fino a vedere scomparire
totalmente il graffio. Come negli altri metodi
che esporremo in seguito, l'operazione di
pulitura va "allargata" per evitare, per quanto
possibile, la formazione di superfici curve
(ovviamente infinitesimali, ma che potrebbero
determinare fenomeni indesiderati - e ancora più
esiziali - di rifrazione). Alla scomparsa dei
graffi, procedete al risciacquo e
all'asciugatura delle superfici. |
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Potrà
sembrare strano, ma uno dei sistemi migliori per
eliminare i graffi leggeri da un disco è legato
all'uso del dentifricio. Già, proprio il
dentifricio da denti (quello in pasta, non il
gel!). Il segreto di quest'operazione sta nel
fatto che la maggior parte di questi prodotti è
composta da sapone, in cui è dispersa una
leggera pasta abrasiva destinata a eliminare dai
denti patine più dure e difficili da trattare
col semplice detersivo. La procedura è sempre la
stessa: spremete, sulla superficie, una piccola
quantità di pasta e, con lo stesso sistema
descritto in precedenza, avviate di nuovo
l'operazione di pulitura. A differenza
dell'ossido di cerio, la pasta dentifricia ha
un'efficacia molto più ridotta: insistete
nell'operazione di strofinatura per cominciare a
vedere qualche risultato. Se necessario,
aggiungete alla pasta anche un pizzico di
bicarbonato. |
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Il
bicarbonato di sodio è comunemente incluso in
molti dentifrici: è un blando abrasivo e, come
detto in precedenza, consente di eliminare o
almeno di ridurre, dai denti, la placca più
resistente e piccole quantità di tartaro. Il
bicarbonato, utilizzato sul supporto ottico in
sospensione nell'acqua, garantisce un buon
risultato. Le proporzioni, stabilite più o meno
a occhio, sono di un cucchiaino di bicarbonato
per due cucchiai d'acqua. Ottenuta la
sospensione, bagnatevi un lembo dello straccio e
iniziate a lucidare il disco. In questo caso
l'effetto abrasivo è più elevato, per cui
occorre fare molta attenzione: evitate di
strofinare con troppa energia, se non volete
rovinare definitivamente il disco. Per le
operazioni di rifinitura, usate lo stesso
straccio: potete intingerlo nella polvere per
acqua da tavola, provvedendo all'operazione
finale mentre avviene l'effervescenza. |
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Meglio prevenire |
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Se un
disco contiene dati molto importanti è opportuno
acquistare pellicole protettive. Si tratta di
sottilissimi fogli di polietilene che aderiscono alla
superficie e offrono una protezione molto efficace
contro i graffi. Inutile raccomandare di custodire, dopo
l'uso, i dischi nei loro contenitori! Usare sempre
dischi di marca: i prodotti di marche conosciute sono
realizzati con policarbonato di alta qualità e, in
superficie, sono sottoposti a trattamento antigraffio.
Mantenete la lente del lettore pulita, utilizzando un
kit apposito. Spesso gli errori di lettura sono legati
non a un difetto della superficie del supporto ottico,
ma semplicemente a un errore di lettura del laser. Per
la pulitura usate, quando possibile, uno di quegli
stracci di pelle sintetica che gli ottici danno a
corredo degli occhiali. Hanno il pregio, oltre a essere
morbidi, di avere un'alta porosità, così da inglobare le
particene abrasive, rendendo la loro azione più delicata
e diffusa.
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Vediamo
come usare prodotti specifici per la lucidatura.
Si tratta, nella maggior parte dei casi, di
sospensioni (acquose o in solventi/idrocarburi)
di particene finissime, naturali o sintetiche,
con funzione abrasiva. i tipici prodotti di
questo genere sono quelli destinati alla
pulitura dell'ottone o dell'argento. Fate
attenzione: scegliete quelli a pasta finissima,
per evitare di peggiorare le cose. Anche in
questo caso diluite il prodotto, effettuando
aggiustamenti progressivi. I prodotti specifici
per l'argento, specie quelli già pronti (in
forma di ovatta imbevuta) sono i più adatti.
Potete anche usare un prodotto per la lucidatura
della vernice delle auto, sempre diluito. Da
sconsigliare decisamente la pasta abrasiva da
carrozziere, che contiene granuli di pomice,
troppo aggressivi per la durezza del
policarbonato. |
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Incredibile ma vero! |
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Talvolta
un errore di lettura causato da graffi di modesta entità
può essere riparato mettendo il disco... al fresco,
ovvero nel freezer per qualche ora. Il congelamento
riduce le dimensioni del graffio di quella parte
infinitesimale che permette al laser di ritrovare la
giusta via per il dato ricercato.
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Mentre
tutte le operazioni precedentemente descritte si
fondano sulla eliminazione materiale dei graffi,
molto spesso la "mascheratura" di questi riesce
a dare buoni risultati. Quantomeno per avviare
una lettura completa e permettere il backup dei
dati. Il principio sta nel "regolarizzare",
spianare questa superficie, consentendo al
raggio di proseguire indisturbato nella sua
direzione. Si possono utilizzare un gran numero
di sostanze: crema per le mani o per il viso,
shampoo, gel per i capelli, crema abbronzante;
tutti con ottimi risultati. Ottima anche la cera
per mobili. Occorre far cadere sulla superficie
inferiore del disco qualche goccia di crema o
pasta, passando poi un panno morbido per
spandere bene su tutta la superficie il liquido,
rimuovendo accuratamente quanto in eccesso. In
molti casi il risultato è visibile anche a
occhio nudo. Lunica raccomandazione è quella di
non eccedere con il liquido, per evitare di
sporcare la lente del laser. |

È possibile
usare perfino la buccia di banana: ha il
vantaggio, se utilizzata nella pagina superiore,
di funzionare da leggero abrasivo, in quanto
contiene cristalli di ossalato di calcio. |
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Casi disperati |
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Come visto
in queste pagine, per riparare un supporto graffiato è
sufficiente disporre di una serie di prodotti facilmente
reperibili in casa. È opportuno però ricordare che, in
caso di graffi profondi, l'operazione di recupero è
praticamente impossibile; anche perché, in questo caso,
è molto probabile che l'abrasione abbia interessato lo
strato corrispondente ai dati. In questo caso, non è
sufficiente né un metodo "casalingo" e neppure
utilizzare una delle scatolette disponibili sul Web o
nei negozi specializzati (a costi elevati). Occorre
ricorrere a servizi specifici di professionisti capaci
di recuperare dati, attraverso specifiche e particolari
tecniche, anche da dischi spezzati o piegati.
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Una soluzione specifica è comunque la chiave
vincente. Nell'immagine, un prodotto ad hoc,
fornito anche di tutti gli accessori necessari.
Il costo è di qualche euro.
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Com'è fatto e come funziona un disco ottico? |
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Prima di
riparare un CD o un DVD, occorre individuare il
problema, e il motivo per cui si verifica. Com'è noto,
un disco ottico è costituito da una serie di strati
sovrapposti, ognuno dedicato a una specifica funzione,
riuniti in un case. È praticamente formato da un guscio
di due lamine di policarbonato (chimicamente
appartenente alla famiglia dei poliesteri dell'acido
carbonico a elevato peso molecolare) con notevole
resistenza a rottura, urto e flessione. Ma, purtroppo,
non è dotato di una particolare durezza. Essendo
lavorabile anche a freddo, può essere utilizzato in
numerose applicazioni semplicemente attraverso lo
stampaggio. È proprio questa caratteristica, unitamente
alla elevata trasparenza (circa l'85% rispetto all'aria)
che lo rende ideale per la realizzazione dei CD. Gli
strati interni sono rappresentati da una lamina
metallica (generalmente alluminio o, talvolta, stagno)
dalla superficie altamente riflettente, cui è
sovrapposta una superficie semiopaca che, in presenza di
dati, appare, al microscopio, intensamente forata. Il
laser, posto nella parte inferiore del driver, proietta
un raggio estremamente sottile e concentrato sulla
superficie del supporto. In presenza del foro, il raggio
viene riflesso dalla lamina metallica, altrimenti è
assorbito dalla parte opaca. La differenza di
comportamento viene interpretata dal computer come una
sequenza di 0 e 1. I fori, nei dischi commerciali,
vengono realizzati meccanicamente, mentre nei dischi
scrivibili si ottengono attraverso la decolorazione di
una pigmento sovrapposto alla lamina stessa. I dischi
riscrivibili rappresentano solo una variante dei
precedenti: in questi la vernice semitrasparente, grazie
all'azione di un secondo laser ad alta intensità, viene
rifusa, richiudendo il foro e riportando, quindi, il
disco alla integrità iniziale. Uultimo componente,
secondario, è rappresentato dall'etichetta presente
sulla superficie. La lettura avviene sulla superficie
inferiore per un semplice motivo tecnico, legato alla
necessità di evitare che un disco, lasciato nel driver
per molto tempo, possa accumulare polvere per gravita
sulla superficie di lettura.Poiché, il policarbo¬nato
non possiede una elevata durezza e resistenza ai graffi,
la presenza di abrasioni sulla superficie determina un
disturbo nella lettura che può andare da un indesiderato
fenomeno di rifrazione del raggio fino alla completa
opacità. In questo caso il sistema interrompe la
lettura, evidenziando l'errore e, specialmente nel caso
dei dati, determinando l'illeggibilità del file.
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Computer idea |