Audio compresso ad
alta fedeltà
I file MPC si basano
su un codec poco conosciuto, ma
estremamente valido, che consente di
ottenere file musicali di dimensioni
contenute senza rinunciare alla qualità
La diffusione del
formato MP3 ha fatto sì che, per molti
utenti, questo nome abbia assunto il
significato di “file audio”: in realtà
noi sappiamo che è solo il capostipite
di una lunga serie di formati audio
compressi. Tra questi MPC (Musepack), ad
esempio, è un codec lossy, rilasciato
con licenza libera (GPL e BSD) ed il cui
sviluppo viene portato avanti da
programmatori indipendenti riuniti nel
Musepack Development Team. Lossy
significa che, a differenza di quanto
accade nei codec lossless come FLAC o
APE ed in modo analogo ad MP3, WMA ed
OGG, quando viene effettuata la
compressione da WAV vengono rimosse
alcune frequenze non udibili
dall'orecchio umano, così da poter
ridurre le dimensioni del file finale.
La qualità anzitutto!
MPC, sin dagli inizi del
suo sviluppo, ha sempre privilegiato la
qualità audio del file compresso,
garantendo un'ottima resa sonora, spesso
superiore a concorrenti come Windows
Media Audio; nono stante il bitrate
massimo di un file MPC sia 320 kbit/s,
quello medio si aggira quasi sempre tra
i 160 e i 180 kbps che assicura comunque
una qualità maggiore rispetto ad un MP3
con lo stesso bitrate.
Un formato audio che
piace
Nonostante l'estrema
popolarità di MP3 e la mancanza dei
tecnologie di Digital Rights Management
con le quali competere nella conquista
dei mercati di musica on-line, MPC è
comunque riuscito a ritagliarsi una
solida fetta di utenti nel campo del
P2P, dove le sue caratteristiche lo
hanno reso una scelta ideale tra i pregi
dei codec lossless (senza perdita di
qualità) e di quelli lossy (con perdita
di qualità, ma di dimensioni ridotte).
Facendo una ricerca nelle reti P2P non è
raro incontrare interi album compressi
con questo formato.
I software compatibili
La codifica e l’ascolto
dei file Musepack sono gestibili tramite
programmi freeware: mentre EAC (